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Domande frequenti

From Epilessialombardia


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Domande e risposte


1. Cosa è l'epilessia?

L'epilessia è una malattia neurologica caratterizzata da fenomeni transitori (le crisi epilettiche) che sono la manifestazione di un'esagerata attività di gruppi di cellule del cervello. Il contenuto di ogni crisi è l'espressione della la funzione svolta dall'area di cervello interessata dall'epilessia.


2. Ci sono forme diverse di epilessia?

Sì. Queste dipendono dall'area di cervello interessata, dalla presenza o meno di una causa delle crisi, dall'età del paziente e dalla presenza o meno di altre persone affette in famiglia.


3. Da cosa è causata l'epilessia?

L'epilessia riconosce diverse cause. Si può dire che la massima parte delle malattie che interessano il cervello (ictus cerebrali, tumori, encefaliti, ecc.) si può accompagnare alla comparsa di crisi epilettiche. Anche i traumi cranici sono frequente causa di epilessia. Va però detto che ancora oggi una causa di epilessia non è riconoscibile nella metà almeno dei pazienti affetti.


4. Si può curare l'epilessia?

Se per "curare" si intende portare il paziente alla completa guarigione dei propri sintomi, non è possibile rispondere alla domanda. I farmaci disponibili servono per il momento solo a controllare le crisi e non sono in grado di "curare" la malattia. Tuttavia, in circa la metà dei pazienti le crisi scompaiono fin dall'inizio del trattamento ed in un altro 20-30% tendono a regredire dopo una o più modificazioni degli schemi farmacologici. Va infine sottolineato che una buona percentuale dei pazienti che non rispondono al trattamento coi farmaci trae beneficio da un intervento chirurgico. I candidati alla chirurgia rappresentano però solo una parte dei pazienti refrattari al trattamento e possono essere individuati solo dopo un'accurata valutazione da parte di un neurologo esperto in epilessia e un approfondimento diagnostico in un centro di chirurgia dell'epilessia.


5. Cosa sono le aure?

Le aure sono "piccole" crisi che il paziente percepisce e che possono restare isolate oppure progredire verso la perdita del contatto ed eventualmente verso una convulsione.


6. Farmaci ed effetti collaterali

Per la terapia dell'epilessia sono disponibili molti prodotti, ciascuno dei quali ha un'efficacia provata da ricerche scientifiche e confermata dall'esperienza medica. Ogni farmaco ha però effetti collaterali dipendenti dalla dose, dalla sua composizione chimica, dall'associazione con altri farmaci (antiepilettici e non), dalla sensibilità al trattamento presentata dal singolo paziente, e dalla presenza di altre malattie. La maggior parte degli effetti collaterali è di modesta entità e può essere tollerata dal paziente dopo variazione dello schema terapeutico o più semplicemente dopo qualche settimana di trattamento. Per ridurre gli effetti collaterali è bene iniziare il trattamento con piccole dosi di farmaco ed aumentare la dose lentamente.


7. Ci sono esami clinici utili per curare l'epilessia?

Forse la domanda vuole intendere se vi sono esami utili per riconoscere l'epilessia. In tal caso, la risposta è sì. L'esame più importante è l'elettroencefalogramma. Vi sono però accertamenti radiologici (la TAC e la risonanza magnetica nucleare) la cui esecuzione è volta ad accertare una eventuale causa di epilessia.


8. Ci sono sport, attività o cibi da evitare?

In generale no. Va però sempre ricordato che qualsiasi attività che possa mettere in pericolo il paziente al presentarsi di una crisi epilettica (ad esempio, il nuoto senza sorveglianza, l'alpinismo, e lo svolgimento di lavori rischiosi perché richiedono costante attenzione) va assolutamente vietata.


9. Epilettologia e medicina alternativa

Nonostante la diffusione della medicina alternativa per la cura dell'epilessia, questa disciplina non è tuttora basata su prove scientifiche. Va pertanto sconsigliato il ricorso alla medicina alternativa soprattutto se ciò significa tralasciare i farmaci e gli altri trattamenti convenzionali.


10. Che prospettive ci sono per la ricerca sull'epilessia?

Come per tutte le malattie, anche per l'epilessia è prevedibile per il futuro un miglioramento delle conoscenze. Non si può negare che saranno sviluppati nuovi farmaci e che potranno essere identificate anche nuove forme di trattamento (non farmacologico). Va però detto che, purtroppo, l'epilessia non appartiene a quel gruppo di malattie che beneficiano di molti fondi per la ricerca. E' auspicabile pertanto che questa tendenza sia invertita in futuro anche con l'aiuto dei pazienti.


SI RINGRAZIA IL DR. ETTORE BEGHI

Centro Regionale per l'Epilessia

Ospedale San Gerardo di Monza (MI)


 
 

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